Mauro Cresti

La biodiversità intesa nel più ampio significato del termine è un grande patrimonio dell’Italia che va difeso con tutte le nostre forze. Se si considera la biodiversità nell’agroalimentare siamo a parlare di un patrimonio che è allargato quasi a tutti i nostri territori e va dai legumi alle varietà fruttifere, agli olivi e, quindi, al nostro olio extravergine di oliva senza considerare ortaggi che alcuni sono in via di estinzione.

Per fortuna in questo campo ci sono volontari o organizzazioni, sui vari territori, che volontariamente hanno ritrovato i semi e li ricoltivano con grande amore. Basta pensare ai grani antichi che ci permettono di panificare un pane veramente incredibile.

Cercherò di fare alcuni esempi a noi più vicini come il Mucco Pisano, il maiale di Cinta senese, dalla curiosa fascia bianca nel mantello scuro, del quale solo pochi anni fa si contavano pochissimi esemplari e a grave rischio di estinzione. Grazie al lavoro di organizzazioni agricole oggi si può affermare che questa specie non è più in pericolo e si possono trovare in vendita i preziosi salumi che hanno un mercato internazionale

Di notevole rilievo è il lavoro fatto nel Monte Amiata per salvare dall’estinzione l’asino amiatino. Sempre sull’Amiata è stata salvata la cipolla della selva di S. Fiora. Alcuni esemplari di questa cipolla sono stati trovati in alcuni orti dell’antico convento della Santissima Trinità (XI secolo) di proprietà prima degli Aldobrandeschi e poi degli Sforza.

Un altro esempio di conservazione della Biodiversità è l’Aglione della Val di Chiana ricoltivato in modo estensivo tanto che si è costituita un’associazione che ha come finalità il mantenimento e la coltivazione di questa specie.

Fra gli animali domestici da ricordare è il pollo del Val d’Arno, molte razze di oche, anatre e conigli che sono tornati a popolare alcune nostre campagne. Il passaggio della popolazione da una vita prettamente agricola in campagna verso l’industria ha portato per la biodiversità alcuni danni difficilmente recuperabili.

Ora alcuni dati per renderci conto della portata del problema: 55.600 specie animali salvate dall’estinzione, 7.636 specie vegetali preservate, 10 milioni di euro è il valore di questi prodotti considerando che il 75% della biodiversità mondiale si è perduta nel XX° secolo e 1.000 specie vegetali e animali sono a rischio di estinzione (Dati Coldiretti e FAO)