Roberto Berni

La Legge Regionale n 64 del 2004 della regione Toscana sulla “Tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale” ha permesso la realizzazione di programmi volti al recupero, caratterizzazione e mantenimento di specie autoctone vegetali e animali a rischio di estinzione. Per quanto riguarda le specie vegetali, il territorio toscano è da sempre stato caratterizzato da ottime condizioni climatico-ambientali che ne favoriscono la crescita e la varietà. Uno degli obiettivi della legge Regionale è stato quello di definire un database genetico, denominato Banca Regionale del Germoplasma, che ha lo scopo di catalogare le specie e, attraverso agricoltori custodi, permetterne la riproduzione e il mantenimento nel tempo. Molte delle piante inserite nel database, oltre a rappresentare una fonte di variabilità genetica, sono importanti perché costituiscono una riserva di biomolecole con funzioni nutraceutiche. Questo termine definisce gli alimenti che possiedono componenti o principi attivi capaci di migliorare lo stato psico-fisico ed in grado di ridurre il rischio di contrarre malattie cronico-degenerative. Nel regno vegetale le molecole che hanno queste caratteristiche appartengono alla grande classe dei composti fenolici. Le piante producono i polifenoli durante i normali processi fisiologici; infatti diversi studi hanno dimostrato che queste molecole sono coinvolte nella difesa contro altri organismi, nei meccanismi di segnalazione ed anche come semplici pigmenti. La multifunzionalità di questi componenti fa si che essi vengano distribuiti nei vari distretti della pianta; in particolare un sostanziale accumulo si verifica all’interno dei frutti. Attraverso la dieta, il nostro organismo può entrare in contatto con queste sostanze che hanno un’azione antiossidante naturale contro molecole dannose come i radicali liberi. Le varietà di frutti autoctoni come: pomodori, cipolle, ciliegie, mele ecc, rappresentano una grande fonte di biomolecole nutraceutiche, che molto spesso risultano essere superiori in quantità alle cultivar che troviamo normalmente in commercio nelle grandi distribuzioni. Grazie a tali contenuti, i frutti di tali varietà possono essere classificati come “functional food”, alimenti con la capacità di mantenere lo stato di benessere fisico. Ecco che il vasto panorama di varietà vegetali autoctone, ovvero la biodiversità regionale, incontra l’aspetto funzionale nella dieta di tutti i giorni. Risultano pertanto essenziali gli interventi atti a tutelare i paesaggi agricoli locali e la realizzazione di strategie di valorizzazione territoriale, che forniscano una marcia in più ai prodotti agroalimentari locali, eccellenza del nostro territorio.