Stefano Grifoni

Per vivere più a lungo bisogna essere dotati di pazienza cioè avere la tenacia di attendere che qualcosa accada rimanendo calmi. La pazienza di Giobbe è proverbiale perché infinita. L’impazienza potrebbe portare le persone ad un invecchiamento precoce e a vivere di meno. Tutto dipende dalla genetica ed è scritto nel nostro DNA: una lunga catena a doppia spirale che si trova all’interno di ogni cellula del corpo. Il DNA è la base fondamentale della vita. Gli impazienti, secondo recenti studi, avrebbero un DNA, con catena più corta rispetto agli altri. Questo suggerisce che li nervosismo espresso davanti ad una contrarietà o la smania per l’attesa di qualcosa sono trasmessi geneticamente. Per mantenere la calma e distinguere le cose essenziali da quelle inutili è necessario un lungo allenamento. Basta pensare a quanta pazienza occorre con i colleghi di lavoro, con i figli e i genitori anziani.

L’impazienza ci impedisce di goderci il presente a causa dei pensieri sempre fissi sul futuro. E quando quel futuro arriva raramente ci soddisfa: riusciamo a concentrarci solo su ciò che verrà dopo. Sembra che il tempo tiranno ci spinga a risolvere tutto e subito non lasciando spazio alla riflessione. La stessa sofferenza che proviamo quando ci dobbiamo liberare di un ‘ansia che ci opprime. Parliamo o inviamo messaggi mentre camminiamo, mentre guidiamo o persino mentre beviamo un caffè in compagnia. Non riusciamo più ad aspettare anche perché nessuno forse, ci ha insegnato ad aspettare. Siamo in costante comunicazione con chiunque, rintracciabili in ogni momento, senza riuscire a trovare mai del tempo per disconnetterci e stare da soli con noi stessi. Nel tentativo di anticipare il domani, non facciamo altro che perderei il presente.

La società istiga all’impazienza con il risultato di renderci più suscettibili alle malattie e a nutrire ansia, paura e sconforto. La pazienza è un arte: è possibile vivere aspettando che le cose accadano in maniera naturale. Dopo ogni tramonto c’è un’alba e questo non dipende da noi. Possiamo solo goderci il momento e nell’ attesa di qualcosa di nuovo, apprezzare ciò che abbiamo già: tutte quelle cose di cui ci siamo dimenticati perché troppo impegnati a esprimere il desiderio successivo.

Da La Nazione, Domenica 25 Marzo 2018