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Date(s) - 06/10/2017 - 31/12/2018
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Fra i programmi di breve scadenza del Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici c’è la realizzazione dell’esposizione permanente di un importante fossile nel seminterrato dell’edificio: lo scheletro dell'”orso del Chiostraccio”.

La sua storia è emblematica del percorso avventuroso che può stare dietro a un reperto in una vetrina. Negli anni ’60 del Novecento gli speleologi dell’Associazione Speleologica Senese esplorarono la Grotta del Chiostraccio, una delle cavità più importanti e suggestive della Montagnola Senene, nei pressi di Castel Pietraio nel Comune di Monteriggioni: le loro ricerche portarono al rinvenimento dei resti pressoché completi di un uomo e di un orso. La stampa dette molta enfasi alla scoperta e i reperti, affidati in un primo momento al Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici, furono esaminati da ricercatori delle università di Pisa e Siena. Purtroppo però le risorse dell’epoca non permisero indagini approfondite come l’esame radiometrico del Carbonio 14 e con il tempo la vicenda, di cui non restava traccia documentale al Museo, venne dimenticata.

Il ritrovamento, nel 2004, di un altro orso sempre nella Grotta del Chiostraccio riaccese i riflettori sulle scoperte precedenti. Quei primi resti furono successivamente rintracciati presso i ricercatori dell’ateneo senese che li avevano avuti in prestito e che all’inizio del 2017 li hanno riconsegnati al Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici.

Un nuovo e più approfondito studio ha permesso di stabilire che il primo plantigrado, inizialmente determinato come orso delle caverne (Ursus spelaeus), è in realtà un orso bruno (Ursus arctos) di grandi dimensioni. La sua taglia, molto maggiore rispetto a quella delle popolazioni di questa specie presenti attualmente nell’Appennino centrale, rappresenta un dato estremamente interessante.
L’Accademia conta di poter trovare i necessari contributi, pubblici o privati, per realizzare la musealizzazione del reperto scientifico a beneficio di tutti gli appassionati naturalisti e gli studiosi del settore.