Fabrizio Monaci

Lo sfruttamento di qualunque forma di energia contiene in sé rischi per l’ambiente e la salute umana. Nemmeno le fonti energetiche rinnovabili come il solare, le biomasse o l’eolico, che ci appaiono “pulite” rispetto ai combustibili fossili, possono essere considerate ad impatto zero. Gli impianti fotovoltaici, ad esempio, utilizzati per la conversione dell’energia solare, producono spesso impatti paesaggistici rilevanti, oltre a contenere materiali tossici potenzialmente pericolosi.
La geotermia è una fonte rinnovabile, almeno nel breve periodo, sempre più importante nell’economia nazionale e mondiale. In Toscana, la coltivazione geotermica vanta oltre due secoli di storia e successi tecnologici; oggi assicura quasi 1/3 del fabbisogno elettrico regionale e un’occupazione per circa 1700 persone. Rispetto ad altre fonti rinnovabili, la geotermia ha prerogative di pregio in relazione soprattutto alla sicurezza e alla continuità di fornitura di energia elettrica, ma non è priva di impatti sul sistema naturale (sismicità indotta, subsidenza, effetti visivi, rumore, emissioni in atmosfera).
Fortunatamente la pressione ambientale generata dai moderni impianti geotermici è In larga misura controllabile e le tecnologie per minimizzare i possibili danni sono spesso disponibili e già applicate in molti casi. Come sempre succede per le questioni ambientali, si tratta quindi di armonizzare il criterio scientifico e la tecnologia utilizzati per rendere minime le interferenze generate degli impianti industriali con le norme che ne disciplinano la compatibilità ambientale. Per questo, la notizia diffusa nelle scorse settimane di un provvedimento normativo in preparazione presso la Regionale Toscana dedicato all’impatto ambientale degli impianti geotermici, che prevedrà nuovi limiti alle emissioni degli stessi, prefigura nuovi sfidanti scenari di sviluppo tecnologico per l’industria geotermica. Se i decisori pubblici sapranno definire il giusto equilibrio di misure ambientali stringenti e politiche di sostegno all’innovazione industriale, assisteremo nei prossimi anni alla sperimentazione e applicazione di tecnologie di coltivazione sempre più idonee ai territori che le ospitano, anche quelli maggiormente sensibili per ragioni geochimiche e paesaggistiche, oltre al miglioramento delle tecnologie per il contenimento delle emissioni inquinanti ed il monitoraggio delle immissioni.