Andrea Benocci

L’Accademia dei Fisiocritici ha ospitato nel pomeriggio di venerdì 11 gennaio il convegno “Al lupo! Al lupo!”, organizzato dal circolo Legambiente Siena con il patrocinio della stessa Accademia e della sezione senese del CAI. Scopo dell’evento, un confronto tra mondo della ricerca, tecnici faunisti e associazioni per capire, attraverso casi studio in Toscana e altre regioni, se e come i crescenti conflitti tra questo animale e le attività antropiche possano essere risolti o mitigati. I vari relatori, introdotti dai saluti del Direttore del Museo di Storia Naturale, hanno analizzato con un approccio scientifico e rigoroso i problemi che molte associazioni di categoria (in primis gli allevatori) lamentano.

Il primo intervento è stato quello di Sandro Lovari, a lungo professore di etologia all’Università di Siena. Molti gli argomenti trattati per inquadrare il carnivoro: dalla ricostruzione degli eventi che hanno portato al declino e alla successiva espansione del lupo in Italia, agli studi sull’alimentazione in varie aree del nostro Paese, al fenomeno dell’ibridazione con il cane, fino alle problematiche di coesistenza con l’uomo e all’analisi delle possibili forme di controllo.

Antonino Morabito, responsabile nazionale fauna per Legambiente, ha invece approfondito alcuni aspetti “antropologici”: la diversa percezione del fenomeno tra chi vive in aree rurali e chi abita nei centri urbani, le origini dei conflitti con gli allevatori (già in ginocchio per una profonda crisi del settore) e con la lobby dei cacciatori, le campagne mediatiche mirate all’allarmismo e alla disinformazione, il problema del bracconaggio e la difficoltà degli amministratori locali di fornire risposte efficaci.

Lucia Venturi, presidente del Parco Regionale della Maremma, nel descrivere le ricerche condotte sui lupi del parco, ha riferito i risultati di uno studio da cui emerge che questi animali predano quasi esclusivamente cinghiali e daini e solo in casi eccezionali bestiame domestico.

In seguito Francesca Barzagli di DifesaAttiva ha presentato le attività e i risultati ottenuti da questa associazione grossetana che oggi riunisce 29 aziende agricole in Italia. L’associazione promuove lo scambio di buone pratiche per prevenire gli attacchi tramite soluzioni tecniche personalizzate basate sull’uso di cani da guardiania e ricoveri notturni, che nella maggior parte dei casi hanno dato buoni frutti: dal 2017 il 79% delle aziende non ha più avuto attacchi.

L’ultimo intervento è stato quello di Duccio Berzi, zoologo dell’associazione Canis Lupus, che ha descritto più in dettaglio i metodi di prevenzione, le problematiche legate alla loro applicazione (burocrazia, vincoli), le modalità per ottenere finanziamenti mirati e indennizzi in caso di predazione, evidenziando come questi aspetti in Toscana non abbiano ancora ricevuto risposte adeguate dagli amministratori locali. Berzi ha poi raccontato la sua esperienza in Emilia Romagna, dove i danni sono diminuiti da quando la Regione ha stanziato € 230.000 per la prevenzione.

Non sono mancati alla fine gli interventi del pubblico: allevatori, agronomi e rappresentanti delle associazioni ambientaliste hanno aggiunto le loro testimonianze, ponendo l’accento su alcune problematiche e rimarcando le potenzialità del confronto tra diverse realtà per giungere a soluzioni efficaci e condivise, in un vivace ma proficuo dibattito con i relatori.