Mauro Cresti

La rete è ritenuta una delle scoperte più interessanti degli ultimi anni e costituisce una fondamentale risorsa. Il web permette ai giovani di crescere, di confrontarsi, e scambiarsi informazioni, sia nei social che nei meet up, implementando le abilità cognitive e le capacità di esprimersi. I recenti sviluppi telecomunicativi hanno anche avuto un ruolo essenziale nel migliorare diritti e responsabilità di individui e famiglie. Con l’avvento della telemedicina per agevolare i servizi per i diversamente abili o dei social per promuovere campagne di sensibilizzazione, la rete può costituire uno strumento “virale” per valori morali e sociali. Tuttavia non dobbiamo dimenticare i rischi che accompagnano il web: la crescita incontrollata delle fake news, l’uso pericoloso dei social per promuovere pregiudizi ostili, cyberbullismo, violenza di genere o razzismo sino ad arrivare ai gruppi terroristici nel reclutare individui conosciuti casualmente online. Uno degli esempi più clamorosi è legato all’elezione come presidente degli USA di Donald Trump. É ormai assodato che questa elezione è stata manipolata tramite il web dai servizi segreti di altri paesi. E’ di questi giorni la notizia rilasciata dal vicepresidente USA  dell’amministrazione Obama che anche nella politica Italiana sembra che la rete abbia condizionato l’esito dell’ultimo referendum italiano. Naturalmente la rete richiama forti interessi economici e per questo potrebbe divenire un ostacolo alla libertà d’informazione come già avviene in alcuni paesi Orientali come Turchia e Cina. La politica potrebbe allora mediare e saper bilanciare il diritto all’informazione con il diritto alla privacy e promuovere un uso corretto nelle comunicazione digitale. A tal proposito Governo e Parlamento potrebbero efficacemente mettere le istituzioni sullo stesso piano di comunicatori: un buon esempio è la recente creazione dell’app “You Pol”, che consente alle vittime di cyberbullismo di entrare direttamente in contatto con la polizia per segnalare abusi. Fondamentale, per promuovere un’azione preventiva e educativa è il ruolo delle famiglie. La sfida è di essere costantemente vigili e eventualmente cercare sostegno per comprendere quando intervenire nel rapporto tra giovani figli e mezzi informativi mentre la scuola potrebbe proporre utili strumenti atti a promuovere una corretta “coscienza digitale”. Avere piena consapevolezza delle potenzialità del web significa prestare più attenzione ai rischi e alle insidie che si nascondono dietro allo schermo del computer.