Stefano Grifoni

Qual è la lingua più parlata al mondo? Voi rispondereste l’inglese o lo spagnolo. Sì è vero ma allargando l’indagine anche a insetti, piante e soprattutto batteri e funghi, il cui numero supera quello degli uomini, la lingua più parlata è il terpene la lingua degli odori. Cioè si dialoga attraverso gli odori. I terpeni di solito emanano un forte odore. Vengono prodotti da alcuni insetti e da molte piante e agiscono come segnali di comunicazione tra piante e tra piante e insetti, ma anche tra batteri e funghi. Un batterio per esempio è in grado di odorare i terpeni rilasciati dal fungo e modificare di conseguenza il proprio comportamento, producendo a sua volta un terpene. Rimangono da decifrare i meccanismi del dialogo, grammatica e sintassi di questo linguaggio che sembra tutt’altro che banale. Il legame tra il mondo animale e quello vegetale è testimoniato da un ‘infinità di miti e leggende dove le persone sono tramutate in piante o infiori.

L’uomo capiva che la sua stessa sopravvivenza dipendeva per buona parte dalle piante: gli alberi come rifugio; la frutta come primo nutrimento. Scoprì anche le loro proprietà medicinali aromatiche e magiche e ne trasse i primi rimedi contro le malattie. Le piante hanno ispirato poeti, artisti e scrittori. Non hanno neuroni ma sono esseri sociali. Gli alberi cambiano le foglie ma conservano le radici, le proprie idee e i propri principi. Altro che stato vegetativo, le piante hanno diverse possibilità di comunicare tra loro soprattutto per lanciare messaggi a chi sa ascoltare. Il messaggio si forma nelle radici e attraverso impulsi elettromagnetici e messaggeri ormonali si libera nell’ambiente attraverso suoni e odori. Le piante ci parlano e ci rimangono male se le ignori, sentono l’anima delle persone.

Parlare con le piante fa bene alla salute, ci fa star bene fisicamente e psicologicamente. Le accarezziamo, le baciamo e ne inspiriamo l’odore. Chi pratica il gardening ha maggiore probabilità di restare in salute. Se vi soffermate a guardare le piante e a parlarci magari un momento regalando una carezza e un po’ di acqua avete i sintomi di una sana e utile pazzia per la natura. Basta ricordare di rivolgersi a quelle carnivore con il dovuto rispetto.

Da La Nazione, domenica 30 Settembre 2018