Mauro Cresti

La bruschetta con l’olio nuovo è una tradizione sacrosanta che si allunga negli anni e che è propria del periodo invernale. Da fine ottobre a tutto Novembre si raccolgono e si spremono le olive e l’olio ottenuto è un concentrato di sapori ma soprattutto di benessere per la nostra dieta. C’è da dire che quest’anno, per effetto dei cambiamenti climatici che hanno facilitato il propagarsi dei parassiti quali tra i più diffusi la mosca dell’olivo (Dacus oleae), cocciniglia (Seissetia olea) e tripide (Liothris oleae), la raccolta e spremitura è avvenuta un po’ in ritardo per far si che le olive “malate” cadessero al suolo e quindi sulla pianta rimanessero le olive integre salvaguardando la qualità dell’olio.

I tanti buoni motivi salutistici per consumare l’olio extravergine di oliva sono tanti soprattutto dovuti all’apporto di omega-3 e omega-6. Gli omega-6 sono apprezzabili per la regolazione del colesterolo LDL e l’omega-3 per la protezione dei vasi sanguigni. Un’altra buona ragione per non far mai mancare l’olio d’oliva nelle nostre tavole è la presenza di micronutrienti come lo squalene che a livello organico svolge funzione di mediare la sintesi del colesterolo e ne regola assorbimento e eliminazione. In generale nell’olio extravergine di prima spremitura vi si trovano da 500 a 700 milligrammi per etto mentre negli oli raffinati circa la metà e negli oli di semi circa 25 milligrammi. Lo squalene è anche un antiossidante, come molti altri micronutrienti presenti negli oli extravergini più pregiati: i carotenoidi proteggono da malattie degenerative e tumori mentre rallentano l’invecchiamento; i tocoferoli ricchi di vitamina E, potenziano il sistema immunitario e prevengono le malattie cardiovascolari.

Grazie a questi micronutrienti antiossidanti, l’olio extra vergine fa bene anche a pelle e capelli mentre i fitosteroli prevengono le coronopatie e i polifenoli di cui l’extravergine è ricchissimo come antinfiammatori prevengono gli scompensi cardiaci, la formazione di placche arteriosclerotiche, riducono infarti e ictus, sono antibatterici e aiutano a prevenire il picco di glicemia dopo i pasti.

L’olio extra vergine è quindi ritenuto fondamentale nella dieta mediterranea mentre in antichità a causa della povertà del nostro paese, per mantenere inalterate le sue caratteristiche energetiche e per facilitare l’assorbimento di vitamine liposolubili (A, D, E e K), era usato a “crudo” e somministrato soprattutto un cucchiaio colmo da minestra la mattina ai vecchi per rallentarne il declino cognitivo.