Davide Gaetara

L’importanza delle produzioni agricole tipiche per l’economia del sistema agro-alimentare italiano e legata,oltre agli introiti diretti che essi generano, sempre più dalle ricadute indirette che determinano per il territorio da cui provengono. Ci riferiamo al crescente effetto di ‘regionalizzazione’ dei consumi che valorizza in maniera crescente il fenomeno del turismo enogastronomico e il recupero di aree spesso definite come marginali, ma che presentano un potenziale in tema di sfruttamento ludico e turistico. Vi sono poi alcune produzioni che si caratterizzano in modo talmente deciso per il loro legame territoriale da creare nel consumatore un binomio indissolubile tra l’identità del prodotto e la sua origine. Tra questi, un esempio di grande interesse è il mercato dei tartufi. Pochi i dati ufficiali di un mondo che, tuttora annovera alcune regioni italiane tra le più importanti produttrici al mondo: Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio, Toscana e Molise. E, naturalmente, quel Piemonte celebre per i tartufi d’Alba, che raccolgono appassionati da tutto il mondo. 

È interessante notare come le regioni sopra citate, leader per la produzione dei tartufi bianchi e neri, registrino numeri di vendite all’export competitivi coi nostri concorrenti come Spagna, Francia, Germania e Ungheria (a livello europeo) e Cina, Usa e Giappone (nel confronto internazionale). L’esempio del tartufo si collega all’immagine dei boschi delle nostre colline e montagne, chiama in causa lo stretto rapporto col territorio, ci ricorda quanto necessaria siano la cura e la protezione di questi-ambienti.              

Il legame spontaneo che si genera nel consumatore tra la memoria dei luoghi in cui trascorre la sua vacanza, o,in generale, un momento ludico suo e della sua famiglia, rappresenta il marchio più forte è penetrante per valorizzare queste produzioni, Da qui la necessità di potenziarne il concetto di cura e valorizzazione del territorio locale,governarne è promuoverne la sua spontanea capacità di marketing. Tanto più si allarga ed estende la collaborazione di tutti gli attori del sistema locale alla valorizzazione del prodotto, tanto più si promuove il marchio territoriale. Potrebbero esistere questi prodotti lontani da una cultura enogastronomica locale che li ha resi celebri in tutto il mondo? Così come l’ottimizzazione di eventi, itinerari tematici e informazioni che veicolino quel legame indissolubile tra i prodotti della terra e la qualità dei luoghi in cui crescono e maturano. L’obbligo che funghi e tartufi debbano riportare in etichetta o su appositi cartellini il luogo di raccolta o coltivazione, oltre che per evitare che prodotti stranieri vengano spacciati per italiani; evoca e racconta al consumatore quello straordinario patrimonio culturale ed economico che è il territorio da cui essi provengono.

Da La Nazione, lunedì 8 ottobre 2018