Giacomo Trallori

In questi giorni la Food Drug Administration (la severa Agenzia Americana che si occupa dei controlli su farmaco e i prodotti alimentari) ha riconosciuto l’olio d’oliva extra-vergine come un farmaco naturale. Infatti ha invitato a indicare sulle confezioni degli oli contenenti almeno il 70% di acido oleico che il loro consumo porta benefici cardiovascolari, in quanto sostituisce il grasso saturo dannoso per il cuore. Sulle bottiglie di olio extravergine si scriverà che mezzo cucchiaio al giorno d’olio previene l’infarto e le malattie del cuore. L’olio d’oliva è composto essenzialmente di acidi grassi monoinsaturi i quali sono estremamente digeribili, aiutano a mantenere alto il livello di colesterolo “buono” Hdl e riducono gli effetti del colesterolo “cattivo” Ldl prevenendo l’occlusione delle arterie. L’olio extra-vergine di oliva aiuta il sangue a mantenersi fluido, ma la condizione indispensabile è che si tratti di un prodotto di alta qualità. Uno studio effettuato all’ospedale di Cordoba, in Spagna, dimostra che alcuni antiossidanti presenti nell’olio (i fenoli) ostacolano la formazione di colesterolo cattivo, placche e trombi; cosa che un olio scadente e povero di fenoli non riesce a fare.

Come riportato da diversi studi, esistono dati che mettono in relazione l’uso di olio extravergine di oliva con una riduzione di alcuni tipi di tumore, in primis quello al seno. L’olio d’oliva protegge anche il fegato: un gruppo di ricercatori dell’Università di Monastir (Tunisia) e della King Saud University di Riyadh (Arabia Saudita) ha scoperto che il merito è soprattutto dell’estratto idrofilo dell’olio. Un paio di cucchiaini al mattino, a digìuno, possono risolvere i problemi di stitichezza cronica. L’idrossitirosolo, importante biofenolo dell’olio di oliva, induce l’arresto del ciclo cellulare e l’apoptosi nelle cellule tumorali della prostata, sopprimendo molteplici vie di segnalazione oncogeniche. Il consumo quotidiano di olio extra-vergine di oliva aiuta a prevenire e combattere i tumori intestinali.

Da La Nazione, lunedì 3 dicembre 2018