Cecilia Del Casino

Il grande successo della prima edizione del Food & Science Festival di Mantova è stata la prova che i temi legati alla sicurezza alimentare, alla qualità e alla sostenibilità, insieme agli approfondimenti sulle nuove biotecnologie e le innovazioni, sono oggetto di grande curiosità e interesse.

Tra gli ospiti, La biologa molecolare di fama mondiale Nina Fedoroff che ha portato il suo contributo  parlando del rapporto tra l’uomo, il cibo e l’agricoltura. L’uomo che ha selezionato e modificato piante e animali per le sue esigenze.

Con la nascita dell’agricoltura i primi contadini hanno iniziato a produrre cibo non soltanto per la propria famiglia, ma anche per persone che non lavorassero direttamente nei campi. Più tardi, con la produzione di fertilizzanti di sintesi e l’introduzione dei macchinari agricoli, c’è stata una successiva svolta nella storia dell’umanità che ha portato a una crescita demografica senza uguali. Oggi, la crescita non si è fermata e i consumi mondiali continuano ad aumentare. La necessità di rendere l’agricoltura più sostenibile e la minaccia dei cambiamenti climatici ci pongono di fronte a una sfida senza precedenti.  L’idea di produrre più cibo usando meno acqua, meno terra, meno energia e meno prodotti chimici sembra quasi impossibile. Secondo Nina Fedoroff, tutto questo richiederà una nuova rivoluzione basata sulle tecniche molecolari e genetiche che permettono, in maniera precisa e veloce, di modificare piante e animali secondo le nostre esigenze.

Gli OGM più “tradizionali”, come il mais, contengono materiale genetico proveniente da altri organismi, inserito tramite il batterio Agrobacterium tumefaciens, naturalmente capace di trasferire parte del proprio DNA all’interno delle piante. Un tratto agronomico interessante di una pianta, come la resistenza a una malattia, può essere così trasferito in un’altra, in maniera specifica e veloce.  Ford Denison, docente di Ecologia all’Università del Minnesota, anche lui intervenuto al Food & Science Festival, ritiene importante che nella valutazione delle nuove varietà agricole si tenga conto del parere e delle strategie proposte da ecologi e biologi evoluzionisti.  Secondo il suo parere “Se le varietà OGM Bt sono ancora efficaci, è perché vengono usate tenendo conto delle dinamiche evolutive che portano all’insorgenza della resistenza nei parassiti. L’utilizzo di organismi geneticamente modificati non è da escludere a priori, ma bisogna assicurarsi che le soluzioni siano sostenibili a lungo termine. Bisogna tenere conto non solo di come gli organismi cambiano nel tempo, ma anche di come l’ambiente in cui vivono evolve, anche a cause dei cambiamenti climatici.