Lucia Ciccoli e Luana Ricci Paulesu

Il 26 novembre 2018 si è tenuta nell’Aula Magna dell’Accademia dei Fisiocritici la seconda Adunanza Scientifica dell’anno, appuntamento semestrale aperto al pubblico in  cui Fisiocritici e collaboratori presentano risultati delle loro ricerche, pubblicate on-line sulla rivista scientifica dell’Accademia “ Journal of the Siena Academy of Sciences” (JSAS).

La riunione, presieduta dalle Prof. Lucia Ciccoli (Sovrintendente alla stampa dell’Accademia dei Fisiocritici) e Luana Ricci Paulesu (Co-Editor in Chief di JSAS), è iniziata con la Lettura Magistrale : “Piante medicinali e salute nella storia dell’uomo: dall’uso empirico alla moderna fitoterapia”, tenuta dalla Prof. Elisabetta Miraldi, docente di Botanica Farmaceutica e di Biologia Vegetale all’Università di Siena.

La Fitoterapia, ha spiegato la Prof. Miraldi, è la scienza che si occupa della cura e della prevenzione delle malattie per mezzo delle piante medicinali e dei prodotti fitoterapici; per l’OMS le piante medicinali “sono quelle che comunque introdotte o messe a contatto con un organismo umano o animale, svolgono in esso un’attività farmacologica anche blanda”. Più ampio è invece il significato di “pianta officinale” comprendendo piante utilizzate sia nel settore farmaceutico che in altri settori (liquoristico, cosmetico, alimentare, ecc.).

 Le piante hanno costituito per millenni la prima fonte di principi medicamentosi per l’uomo; poi alla fine del 1800 cominciarono ad essere introdotti in terapia principi attivi vegetali isolati allo stato puro e furono realizzati farmaci molto efficaci in sostituzione delle primitive medicine vegetali. Le piante medicinali furono così abbandonate.

 È del XXI secolo la riscoperta consapevole della “Medicina Naturale”, che ha fornito le basi per lo sviluppo scientifico della terapia farmacologica moderna. Recentemente l’OMS ha stimato che almeno l’80% della popolazione mondiale trova nelle piante la principale, se non esclusiva, fonte terapeutica. Le piante ancora oggi o mettono a disposizione della moderna medicina direttamente sostanze biologicamente attive (utilizzo, dopo polverizzazione, in bustine per tisane, compresse, ecc.) o possono essere utilizzate per la preparazione di estratti (grezzi, purificati o concentrati) o indirettamente con uso dei principi attivi come tali o come modelli molecolari per progettazione e realizzazione di farmaci di sintesi.

 La Fitoterapia moderna è focalizzata sullo studio e valutazione dei medicamenti vegetali che devono rispettare proprietà di qualità, sicurezza ed efficacia terapeutica, allo stesso modo dei farmaci cosiddetti “di sintesi”. Non è vero che tutto ciò che è naturale non fa male:anche i fitoterapici possono, se utilizzati in maniera non corretta, avere pesanti effetti collaterali.  E’ bene approfondire la conoscenza dei principi attivi naturali, della loro efficacia, singolarmente e nel fitocomplesso; controllare la qualità dei prodotti vegetali mediante standardizzazione e confermare l’efficacia del farmaco vegetale, la sua sicurezza e innocuità.

Le sostanze vegetali usate come rimedio blando, nella prevenzione o nella cura delle lievi patologie, sono oggi moltissime. Un più largo impiego di questi medicamenti naturali non costituisce un salto indietro nel tempo poiché attorno ad un’arte vecchia quanto l’uomo, fiorisce oggi una scienza sperimentale che dà grandi e reali speranze per il futuro.

La serata è proseguita con 6 comunicazioni scientifiche, alcune tenute da collaboratori della Prof. Miraldi, sull’azione cicatrizzante e immunomodulante  di componenti di piante erbacee (Sedum telephium L., Calluna vulgaris (L.) Hull), l’attività  protettiva verso i raggi solari di estratti di foglie di una varietà di castagno (Bastarda Rossa) del Monte Amiata, l’azione anti-infiammatoria di un estratto di Cannabis sativa L.; altre sull’effetto analgesico indotto dalla combinazione di  b-cariofillene-acido docosaesaenoico, in un modello di dolore persistente, e su come la magnetometria ottica possa essere applicata alla ricostruzione di immagini e quindi al riconoscimento di strutture, con riferimento al campo medico.