Marcello Pagliai

Il 21,3% dei suoli del territorio nazionale è a rischio di desertificazione (41,1% nel Centro e Sud Italia). La degradazione del suolo avvenuta negli ultimi 40 anni ha provocato una diminuzione di circa il 30% della capacità di ritenzione idrica dei suoli italiani, con un relativo accorciamento dei tempi di ritorno degli eventi meteorici in grado di provocare eventi calamitosi.

Questi sono alcuni dati significativi e preoccupanti che devono far riflettere circa la situazione dei suoli e quindi dell’ambiente nel nostro Paese. I maggiori aspetti della degradazione ambientale sono riconducibili al suolo (erosione, impermeabilizzazione (consumo di suolo), compattamento, formazione di croste superficiali, perdita di struttura, perdita di sostanza organica, salinizzazione, acidificazione, e sono in gran parte imputabili alle attività antropiche.

Tali aspetti di degradazione sono accentuati dall’impatto dei cambiamenti climatici in atto i quali si manifestano ormai con lunghi periodi di siccità interrotti da forti precipitazioni (violenti nubifragi) in brevissimo tempo. Gli effetti sul suolo appaiono devastanti: le conseguenze della siccità sono accentuate dal precario stato di salute del suolo a causa del forte depauperamento di sostanza organica che, oltre ad agire da cementante per le particelle del terreno, ha una forte capacità di trattenere l’acqua. Inoltre, gli eventi con alta intensità di pioggia riducono fortemente l’infiltrazione dell’acqua nel terreno che viene così persa per scorrimento superficiale.

Nonostante l’accresciuta sensibilità verso i problemi di protezione dell’ambiente maggiore attenzione deve essere ancora rivolta all’impatto delle attività antropiche sul suolo, dal momento che proprio i 2/3 dei suoli del territorio nazionale sono ormai degradati. Nell’ottica di una agricoltura sostenibile, quindi compatibile con la protezione dell’ambiente, si assiste ancora ad alcune pratiche agricole che meriterebbero di essere evitate o comunque corrette.

La difesa dell’ambiente si attua a partire da una corretta gestione del suolo la quale deve avvenire attraverso una pianificazione che tenga conto in primo luogo della vocazione dei suoli non solo per le attività agricole ma anche per quelle extragricole.

 L’obiettivo primario dell’agricoltura deve essere quello di ottenere prodotti di qualità e per questo è fondamentale lo stato di salute del suolo.